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L’anno sabbatico (gap-year) è un sogno per molti ed un tema che diventa ogni giorno più attuale anche in Italia. Mi chiamo Riccardo, ho 40 anni, mi sono ‘concesso’ due periodi sabbatici durante la mia carriera e conosco quanto questa esperienza possa essere desiderata, importante e allo stesso tempo realizzabile.

Un anno sabbatico è per tutti ed è solitamente al centro dei pensieri di persone responsabili, determinate e curiose che voglio dare una direzione consapevole alla propria vita. Ho creato il sito www.annosabbatico.it e pubblicato il libro “Mollo tutto e parto! … ma prima o poi ritorno” (ed. Vallardi 2010) per condividere qualche idea nella speranza che possa essere utile a chi lo ha nel cuore a realizzarlo.

Ogni giorno entro in contatto con persone che stanno pensando di di concedersi una pausa. Molte di queste persone hanno raggiunto importanti successi nella loro vita privata e lavorativa e si rendono conto che l’accrescere ulteriormente la loro posizione e le loro entrate economiche non potrà renderli più felici. “Che fare allora?”

Un anno sabbatico è uno ‘stacco’ dalla normale routine ed è un periodo nel quale immergersi in un modo diverso di vivere e di stare con se stessi. E’ un’esperienza fondamentale per riappropriarsi del proprio tempo, seguire le proprie passioni e riportare tutto questo con noi al ‘ritorno’.

Molte persone mi scrivono ogni giorno e per me è un piacere supportarvi e consigliarvi nel realizzare  questo sogno.

Buon viaggio!

Riccardo

Email: annosabbatico@gmail.com

Skype: riccardo.caserini

31 Comments

  1. Simone Cannizzaro scrive:

    Ciao Riccardo, sono un ragazzo 18enne con una grande voglia di viaggiare e scoprire il mondo, nei prossimi giorni acquisterò il tuo libro ( non vedo l’ora ) e lo leggerò, ti scrivo semplicemente per chiederti se consigli un esperienza del genere nel post-maturità.
    Sinceramente non ho proprio idea di cosa fare sia a livello universitario che lavorativo anzi idee ce ne ho ma ho molta poca fiducia di come vanno le cose in italia, leggendo su internet ho letto di ragazzi che sono partiti all’AVVENTURA e che sono tornati con un altro spirito o che sono rimasti all’estero; ma mi sorge una domanda, fare un esperienza del genere così giovani non è un po’ una pazzia? Mi spiego la mia preoccupazione sarebbero i soldi, senza aver mai messo da parte nulla come potrebbe fare un ragazzo a partire? Personalmente penso che con un aiuto dei miei genitori ce la potrei fare ma se loro rifiutassero perché non d’accordo con l’esperienza che gli andrò a proporre? Sono molto confuso.
    Ti ringrazio in anticipo, ciao!
    Simone.

    • Riccardo scrive:

      Ciao Simone,
      hai fatto bene a scrivermi e, certo, non posso che approvare l’idea di un periodo sabbatico post maturità.
      Quando ho vissuto a Londra ho conosciuto molti giovani Svedesi che, proporio dopo la maturità, si prendono un anno di tempo per vivere e lavorare all’estero. E’ un’esperienza per loro fondamentale e che se non appare nel curriculum è una mancanza.
      Da qui la mia risposta anche al problema soldi. Un’esperienza di questo tipo è importante soprattutto se ‘auto-mantenuta’, cioè se riesci ad organizzarla senza l’aiuto dei tuoi genitori, altrimenti rischia di scivolare in una vacanza.
      Un consiglio: quando ne parlerai ai tuoi genitori, cerca di farlo con il loro linguaggio, cioè cerca di far loro capire che non stai fuggendo, ma che stai investendo nel tuo futuro per avere le idee più chiare su cosa scegliere e migliorare la conoscenza della lingua, per esempio.
      Buon viaggio!
      Riccardo

  2. stefani scrive:

    ciao, io ho sempre desiderato imparare veramente bene l’inglese..l’ho studiato tanti anni ma ho sempre voluto vivere per alcuni mesi in un paese anglofono. Lasciare un lavoro a tempo indeterminato, per andare qualche mese a fare la cameriera a londra è una pazzia? vorrei fare qualcosa di veramente sensato, qualcosa che mi dia valore aggiunto..non cerco una vacanza fine a sè stessa ma un’esperienza di vita..domani andrò a cercare il tuo libro, nel frattempo hai qualche consiglio da darmi? ammetto di essere molto poco coraggiosa..

    • Riccardo scrive:

      Ciao,
      sono d’accordo che l’unico modo per imparare bene una lingua è vivere per un certo periodo in un paese dove si è costretti a parlarla, ascoltarla e ‘respirarla’ il più possibile. Capisco il ‘dilemma’, l’ho avuto anch’io quando mi sarebbe venuta voglia di ritornare proprio a Londra a fare qualunque lavoro mentre ero assunto a tempo indeterminato in Italia.
      Risposta alla domanda: no, decisamente non è pazzia, al massimo un pò di ‘sana follia’ che è quella che ci fa continuare ad imparare e vivere.
      Anche se mi sembra che hai le idee abbastanza chiare (non stai scappando e capisci bene la differenza tra una vacanza ed un’esperienza di vita come questa) ti lascio qualche domanda da farti per inziare a fare il primo passo: cosa ti aspetti da questa esperienza? come pensi di farlo?
      E poi, inizia a fare il primo passo e vedrai che è più semplice di quanto sembra.
      Buon viaggio!
      Riccardo

      • stefani scrive:

        hai ragione, in fondo lo so anche io che non è una pazzia..mi ostino a chiedermi perchè le persone che ho accanto non lo capiscano. Ma pazienza, farò domanda alla mia azienda e speriamo che me l’accolgano… Del resto la mia azienda sta facendo di tutto pur di lasciare a casa per qualche tempo i propri dipendenti, questa occasione andrebbe sfruttata a fondo…ero partita con l’idea di prendermi un paio di mesi ma forse dovrei osare di più..e prendermi anche un anno per fare un master…ma è difficile rimettersi in gioco perchè siamo talmente imbrigliati nella nostra routine che staccare di netto e per un lungo periodo spaventa…non si sa poi come verrà percepita dall’altra parte un’interruzione dal lavoro così lunga..

  3. dada scrive:

    Ciao,
    ho letto il tuo libro tutto di un fiato…avrei potuto scriverlo io, mi ci sono rispecchiata in pieno e ho rivissuto le mie emozioni e i sogni dei miei periodi sabbatici (eh sì, ne ho presi più di uno!). Il sorriso di cui parli, quello che rimane sul volto di chi ha realizzato un sogno è quello mio, e anche la voglia di viaggiare ancora come un tempo, ma ora con le mie figlie…che non vedo l’ora di portare in giro a vedere quanto è bello il nostro mondo!Ciao e grazie!

  4. Alessandra scrive:

    Ciao Riccardo,
    complimenti per il tuo sito che visito soltanto oggi!
    Non immagini in quante delle tue affermazioni mi sono trovata d’accordo!
    Domenica partirò per l’Australia per un viaggio di due mesi circa e sarà il mio primo viaggio da sola!!
    Visiterò dei parenti che ho lì.
    Naturalmente mi sono comperata il tuo libro che leggerò in volo!
    Anch’io come te e tanti altri, ho lasciato il lavoro e alla bellezza di 43 anni ho deciso di fare questa esperienza; sono una grande viaggiatrice ma è arrivato per me il momento di fare qualcosa di diverso e spero tanto che questo viaggio rappresenti per me “la svolta” della mia vita!!
    Un abbraccio e ancora complimenti
    Alessandra

    • Riccardo scrive:

      Ciao Alessandra,
      grazie. Complimenti a te per la decisione che hai preso!
      Sono felice che stai per partire per un’importante esperienza di vita, spero che il mio libro ti possa dare qualche spunto.
      Facci sapere come va e Buon viaggio!
      Riccardo

  5. hemingway scrive:

    Vengo a conoscenza di questo sito solo ora, grazie all’e-mail di un amico. Premetto che raramente lascio dei post ma la semplicità, la vivacità e la carica che trasmette ciò che su questo sito è pubblicato, meritano sicuramente un complimento e qualche minuto per lasciare un commento.

    Ho vissuto all’estero per qualche anno. Esperienze diverse. Per studio, lavoro e .. per backpacking. Lavoro da qualche anno per una multinazionale con contratto indeterminato ma quella voglia di partire non l’ho persa. E oggi, più di prima, cresce la voglia di una nuova avventura. Per questo sto considerando la richiesta di un’aspettativa o anche le dimissioni. Forse una follia lasciare tutte queste certezze per un’altra camminata incerta? Forse. Ma folle è anche pensare che a 30 anni si debba già aver paura di cambiare. Dai, forse serve solo una piccola spinta per fare il salto..il resto, ne sono sicuro, verrebbe da sè!

  6. Monica scrive:

    Ciao!a proposito di anno sabbatico ..si parte e basta..il resto viene da se..basta seguire i segni e rimanere aperti..fluidi e leggeri..partirò a fine estete per l Australia e se ce qualcuno che ha intenzione di aggregarsi ben venga..my mail:monicaseve@alice.it!!;))

  7. Jennifer scrive:

    Ciao Riccardo ! Ho 19 anni e tanta, troppa confusione in testa. L’anno prossimo avevo il forte desiderio di provare un’esperienza lontano dal nido , soprattutto per i problemi caratteriali che mi trovo ad affrontare ogni giorno con i miei genitori. Ho bisogno di staccare, di partire.. ma l’università ha tasse , per me al momento, troppo alte e non so se il trovarmi un lavoro e iniziare subito gli studi possa portarmi altro che stress. Per questo , ho preso più volte in considerazione l’idea di partire e successivamente trovarmi un lavoro in quella zona e continuare così a spostarmi fino a quando non trovi veramente quella motivazione giusta che mi faccia capire cosa voglio realmente. Non voglio schiavizzarmi, non voglio farmelo fare da questa società così egoista. Credi che sia possibile avendo solo 400 euro?! in questo momento della mia vita cerco sostegno e non lo trovo da nessuna parte, in nessuna direzione. Ma il tuo sito mi ha aiutato molto a capire, a pensare, e sto riflettendo seriamente se valga la pena buttarsi a capofitto in una cosa di cui non sono sicura e sprecare quest’anno della mia vita. Io sono una ragazza molto estroversa, i miei amici mi definiscono uno ” spirito libero ” , e allora sto pensando proprio di essere libera….. per un anno chissà, o forse più. Grazie in anticipo per la tua risposta!! :-)

    • Riccardo scrive:

      Ciao Jennifer,
      Vista la tua eta’ posso dirti che hai molta meno confusione di quanta ne avessi io :-)
      Hai tutta la vita da costruire ed e’ bellissimo vedere tutta questa voglia di fare che hai.
      Quello che posso dirti e’ di non ‘fuggire’, ma di chiederti cosa vorresti fare partendo. I 400€ di cui mi parli potrebbero, per esempio, bastare per organizzarti nel posto dove vorresti andare e trovarti poi li’ un lavoretto.
      Prova a chiederti cosa vorresti fare ed inizia a fare il primo passo (ex provare a spiegare ai tuoi genitori perche’ e come vorresti farlo e tranquillizzarli che non li stai abbandonando :-) ) e vedrai che piano piano le idee si chiariranno.
      Fammi sapere e buon viaggio!
      Riccardo

      • Jennifer scrive:

        alla fine ho preso la mia decisione : trasferirmi a Bologna, città che adoro e che trovo estremamente stimolante per me, e cominciare l’esperienza universitaria. Aspettando la fine degli esami estivi per concedermi un mese o più lontano da tutti in Australia!!!

  8. Marco scrive:

    Ciao, dal 31/7/2012 inizio la mia avventura … finisco il mio contratto di lavoro a tempo indeterminato e parto… per quanto? ad oggi non so.

    Ho rispolverato i sogni e i progetti nel cassetto e parto … verso nuove mete e nuove idee. Inizialmente mi dedicherò a svuotare la mente dalle abitudini di 20 anni di lavoro d’ufficio … e poi chissa … :-)

    Con la passione della vela ed una patente nautica in tasca inizierò a viaggiare in barca … ;-)

    Poi un progetto di volontariato in Perù per 3 mesi … che ha già forti basi e mi ha sempre stuzzicato.

    ottimo sito
    Ciao
    Marco 40enne manager

  9. Vittoria scrive:

    Ciao Riccardo,

    la prima volta che “ho mollato tutto e sono partita” è stato circa 12 anni fa ma il mio periodo sabbatico è durato solo 3 settimane, in quanto ho subito trovato lavoro e da allora non ho mai smesso..

    Adesso sento nuovamente quest’esigenza ma ho paura delle ripercussioni che ci potrebbero essere sul mio lavoro, a tempo indeterminato’ che purtroppo ultimamente mi suscita solo tanta ansia e nessuna gratificazione…

    Spero di trovare presto il coraggio di pianificare un periodo sabbatico per ritrovare la forza e la grinta che mi caratterizzano.

    Aspetto una tua risposta.
    Vittoria

    • Riccardo scrive:

      Ciao Vittoria,
      a quanto pare il trovare lavoro non è un problema .. e sono d’accordo che quando non lo si cerca, ti cerca lui :-)

      Se mi dici che il tuo lavoro ti suscita solo tanta ansia, non potrebbe essere una buona occasione per organizzarti e chiedere al tuo datore di lavoro una ‘pausa’ ben motivata e con un ‘progetto’? In questo periodo soprattutto, le aziende sono aperte a valutare soluzioni di questo tipo. Da parte loro ottengono una diminuzione di costi e possono offrire un grande benefit al dipendente che ritornerà bravo quanto prima ed in più ricaricato e molto riconoscente verso l’azienda che ha accettato la sua proposta.

      Prova a rifletterci e potresti rimanere stupita dalla reazione che riceverai.

      Fammi sapere e buon viaggio.
      Riccardo

  10. Matilde scrive:

    Ciao Riccardo!
    Complimenti per il sito che ho appena scoperto :)
    A breve mi laureo (hiuppy!)e vorrei fare (e lo farò) un anno di vagabondaggio per il mondo. In verità sono ancora indecisa se installarmi in una località o visitare più paesi, seguendo i miei desideri del momento.
    L’unico problema è che non posso permettermi di non programmare, in quanto devo lavorare per mantenermi.
    Mi potresti consigliare delle “reti” di cerco-offro lavoro in Scozia, Argentina, Brasile e Vietnam! Ti ringrazio moltissimo in anticipo di qualsiasi informazione vorrai condividere.
    Grazie

    • Riccardo scrive:

      Ciao Matilde,
      Grazie per i complimenti.
      Capisco e fai benissimo ad organizzarti per il tuo periodo sabbatico, soprattutto se ti manterrai lavorando qua e la.
      Purtroppo non ho informazioni dirette sulle reti che potresti utilizzare. Credo che il modo migliore sia quello di iniziare a prendere contatti per alloggio e per i possibili lavoretti da fare nei posti dove andrai per un certo periodo di tempo e, allo stesso tempo, di tenerti da parte un ‘gruzzoletto’ di sicurezza per i primi giorni nei quali ti organizzerai localmente per trovare una stanza/ostello e per cercare un lavoro. Infatti, al di là delle informazioni e dei contatti che riuscirai a creare prima della partenza, localmente sarà più semplice trovare occasioni ed informazioni (a partire, es, dalla possibilità di lavorare negli ostelli dove alloggerai pagandoti vitto e alloggio).
      Fammi sapere e buon viaggio!
      Riccardo

  11. Andrea scrive:

    allora l’ ho fatto: grazie a Riccardo, ai suoi consigli, al suo libro, alla mia volontà!!!
    Ho preso la tanto agognata aspettativa e il coraggio a due mani e ho prenotato il volo che mi porterà in Australia: 2 mesi backpacker senza orologio, piani e pensieri ma con la voglia di traspirare il meglio da ogni razza e cultura che incontrerò durante il mio viaggio, afinare l’ inglese e ritrovare quell’ energia che mi contraddisgue.

    Andrea, 35 manager che ha mollato tutto!!

  12. Fabrizio scrive:

    Ciao Riccardo…sto leggendo il tuo libro da poco acquistato…ho tanto bisogno del tuo aiuto, non appena lo avrò finito ti dirò cosa è cambiato in me e cosa no…ho un disperato bisogno di staccare la spina ma la mia situazione attuale non mi permette di farlo. Mi piacerebbe (una volta finito il libro) scambiare quattro chiacchiere con te via mail…un abbraccio Fabrizio da CT

    • Riccardo scrive:

      Ciao Fabrizio,
      Certo, scrivimi pure. Intanto inizia a riflettere su cosa vorresti fare e quale potrebbe essere il primo passo.
      A presto e buon viaggio!
      Riccardo

  13. Gianni scrive:

    Buonasera e ciao Riccardo!
    Scusami se ti do del tu, io come altri ho voglia di mollare tutto e TUTTI, ho tantissimo bisogno di farmi un bel periodo sabbatico, lasciare il mio lavoro a tempo indeterminato (che sinceramente non mi piace nemmeno più di tanto). per tua esperienza pensi che il NON conoscere una lingua straniera, a parte un po’ di francese a livello scolastico, possa ritorcermi contro e pregiudicare un mio eventuale viaggio ad oriente ?

    Grazie, Gianni

    • Riccardo scrive:

      Ciao Gianni, .. mi raccomando di non partire solamente per una fuga. Può essere la molla, ma molto meglio se hai in mente cosa vorresti fare e non solo cosa non vorrsti fare. ‘Ramanzina’ a parte :-) , il fatto di non conoscere la lingua può essere o meno un ostacolo (ma non insormontabile) se volessi cercarti un lavoro. Se invece la tua idea è quella di viaggiare, credo che ti bastino qualche parola di inglese, molti gesti e una bella dose di creatività.
      Fammi sapere e buon viaggio! Riccardo

      • Gianni scrive:

        Bene o male è una fuga. Sinceramente virere nella falsità che oggi c’è in Italia, non mi va per niente. L’unica cosa che lascerei a malincuore sono le mie nipoti, ho il timore che possano rimanerci male. per il resto ho solo voglia di andar via. Cosa vorrei fare? Una mega vacanza…

  14. sylvia scrive:

    ciao,
    ho bisogno un consiglio, mio figlio 26 anni, ha la necessità di respidera un pò aria diversa, deve riprendersi dopo qualche dispiacere, desidera partire per il messico, un anno sabatico, mi potete consigliare dei luoghi dove può trovare lavoro anche solo per il kost & logie, lui è cuoco diplomato, anche se lo vedrei molto bene in contatto con la gente, perchè lui è un tipo solare e non ha paura di intraprendere mestieri nuove.

    grazie

    sissy

  15. elena flagiello scrive:

    Ciao Riccardo!

    Mi chiamo Elena e ho 22 anni…ti do del tu spero tu nn ti offenda!! = )
    Ho letto il tuo libro tutto d’un fiato e sarei partita il giorno dopo ti giuro….Io ho gia trascorso un periodo degli usa per 3 mesi due anni fa..sn partita da sola ed è stata un esperienza difficile ma fantastica…ora sto lavorando in un hotel qui a Rimini..ma sento davvero il bisogno di un altra avventura…qst volta moolto piu lunga e meglio organizzata(anche se si lo so bisogna organizzare il meno possibile =P)… La mia probabile meta sarebbe la nuova zelanda…qst perche forse ho un appoggio li…la mia domanda è questa..che possibilità ci sono di lavoro in nuova zelanda? o in che siti posso dare un occhiata per avere un idea di cosa poter fare la??
    Lo scopo principale è imparare la lingua meglio e nel frattempo lavorare un po per potermi iscrivere a qualche corso per ocnoscere gente,che sia ballo o che sia qualsiasi altra cosa…ho voglia di sperimentare…se ci fosse anche la possibilità di fare volontariato nn sarebbe una cattiva idea…

    Immagino che avrai mille mail a cui rispondere..aspetterò impaziente

    Elena

  16. Riccardo scrive:

    Buongiorno Paolo,
    ti ringrazio per l’interesse verso annosabbatico.it.
    Nelle varie sezioni nominiamo solo alcune organizzazioni e siti che abbiamo avuto modo di conoscere direttamente. Non prevediamo per ora alcuna attività di sponsorizzazione.
    Grazie
    Riccardo

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