About

Sono un impiegato, un ‘ragazzo’ come tanti che ha lavoricchiato durante gli studi per pagarsi i viaggi con gli amici nelle vacanze estive (non sono ricco!), si è laureato, ha iniziato a lavorare, ma poi non si è accontentato.

Dopo la laurea sono stato assunto da una grande azienda italiana, mi ero sistemato, ma dopo un po’ di tempo i sogni hanno cominciato a pungolarmi. Così ho consegnato la lettera di dimissioni, ho comprato un biglietto aereo per la California e sono partito. Ho lasciato il mio lavoro sicuro e me ne sono andato. Non è stato facilissimo, ma nemmeno poi così difficile. Era un giorno di giugno del 1999.

Ho vissuto per un po’ a San Diego, poi mi sono trasferito a Londra, con l’idea di rimanerci un paio di settimane. L’idea era quella di passare un po’ di tempo in questa città della quale avevo tanto sentito parlare, ma dove non ero mai stato. Per pagarmi il breve soggiorno che mi aspettavo di trascorrere, e visto che le mie finanze erano limitate, ho cercato un lavoretto. Ho girato per pub e negozi, fino a che ho trovato un lavoro come commesso in un grande negozio di abbigliamento.

Londra mi ha stregato e mi sono fermato per circa un anno. Stiravo le camicie di notte per non perdere neppure un minuto di quelle giornate.

Dopo un anno sono rientrato in Italia, ho trovato lavoro in un’azienda e dopo un po’, spinto dall’irrequietezza, ho cercato un altro posto e sono stato assunto da una società di consulenza. Vivevo a Milano, ero single e ben pagato.

Ma non ero ancora soddisfatto. Due anni dopo sono ripartito, questa volta per l’Australia e la Nuova Zelanda. Volevo realizzare un desiderio: fare surf nei posti più belli e lontani e passare a trovare amici che avevo conosciuto a Londra e che nel frattempo erano tornati a casa.

Ho viaggiato così per alcuni mesi, da solo, in Australia, Nuova Zelanda, Messico, California e Hawaii dove riesco a far materializzare un sogno: surfare a Waikiki!

Era il tramonto dell’ultima sera prima della partenza, sulla spiaggia c’erano sono alcuni suonatori di hula (danza tradizionale delle isole) e mi sono trovato solo sulla mia tavola a remare verso le onde, con il sole al tramonto alla mia destra e il vulcano di Waikiki illuminato di rosso alla mia sinistra.

Ho viaggiato per altri mesi, sempre solo con il mio zaino e per ostelli, quando, negli ultimi giorni del mio viaggio, ho conosciuto la donna che poi ho sposato.

Dove sono adesso? Rientrato in Italia, mi sono sposato, ho una bimba e vivo nella città dove sono cresciuto.

Sistemato? Neanche a parlarne! È un’altra tappa del mio viaggio.

Questo sito nasce perché io per primo, quando pensavo di partire, avrei voluto avere qualche suggerimento da chi ci era già passato. Sono qui allora per dare una mano a tutte le persone che hanno questo sogno nel cuore e che mi scrivono ogni giorno.

25 Replies to “About”

  1. ciao Riccardo, mi chiamo Felice vivo in un piccolo paesino della Sicilia, è un periodo in cui le idee lavorative scarseggiano e non si trova molto lavoro specialmente dalle mie parti. Sto mettendo da parte una piccola ma consistente somma di denaro. Sono tentato molto di farmi il working holiday visa, sicuramente ne avrai sentito parlare e mi piacerebbe andare in nuova zelanda.. tu che ci sei stato potresti incoraggiarmi un pò riguardo questa bellissima terra?? grazie

    1. Ciao Felice
      Bellissima idea. La Nuova Zelanda e’ veramente bellissima e ci si vive bene.
      Si, ricordo il working holiday visa e mi sembra un ottimo modo per visitarla, trovare un lavoro e fermarti nel caso ti piacesse.
      Buon viaggio!
      Riccardo

  2. ti ringrazio Riccardo, perché senza il tuo incoraggiamento non ti avrei scritto nuovamente. Avrei bisogno di capire quanto denaro può servire per vivere un anno sabbatico? Mi rendo conto che tutto può essere relativo, per esempio al tenore di vita che si vuole tenere. Allora, provo ad essere più esplicita: vivendo una vita sobria e svolgendo alcuni saltuari lavoretti, quanto denaro può servire? o ancora, se non sono indiscreta, quanto hai speso tu?
    ti ringrazio
    paola

  3. oggi ricorre la morte di P.P.Pasolini.. ieri è stato il funerale di Dalla… la vita è più ampia delle quattro cose che ci illudiamo dipendano da noi.. è da tempo che mi risuona nella testa e nel cuore un desiderio. Cerco qualche riferimento e trovo il tuo sito con la tua esperienza. Mi piacerebbe sapere, se possibile, quanto può costare, è possibile avere un orientamento di spesa?
    Io svolgo un lavoro come counselor, da sempre nel sociale, ma sento che mi farebbe bene usare le mani, stare a contatto con la natura e staccare la testa. Se potrai darmi qualche dritta, ti ringrazio. Ciao

    1. Ciao Paola,
      Sono d’accordo, parafrasando qualcun’altro che la sa lunga 🙂 ‘la vita è quella cosa che ci accade quando siamo concentrati verso i nostri obiettivi’. Poco è sotto il nostro cntrollo, tranne forse il come ed il quanto siamo consapevoli. Mi sembra molto bella l’idea di dedicare del tempo a ‘fare qualcosa con le mani’.
      Cosa intendi con quanto potrebbe costare? Cosa?
      Non esistare a scrivermi. A presto, Riccardo

  4. Ho diciotto anni e lo so, forse non sono ancora abbastanza grande, ma ho da sempre la voglia di viaggiare per scoprire nuovi posti e riuscire a capire qual è il mio scopo. Quest’anno concludo gli studi liceali e non ho idea di quello che sarebbe meglio fare dopo…penso che prendermi un anno sabbatico mi farebbe schiarire le idee ma questo vorrebbe dire anche fuggire di casa e intraprendere un viaggio anche contro la volontà dei miei….potresti darmi qualche consiglio?

    1. Ciao Mariachiara,
      complimenti! Avere a 18 anni le idee chiare sul fatto di voler fare quest’esperienza non è cosa da tutti. Io alla tua età, non avevo assolutamente idea di cosa avrei voluto fare, ma nemmeno mi ponevo la questione di farmi un’esperienza che mi aiutasse a schiarirmi le idee.
      Per quanto riguarda il parlarne con i tuoi, non sono sicuro che quest’esperienza sia contro la loro volontà. Prova prima a spiegare loro il perché vuoi farlo (capire in quale università iscriverti dopo, migliorare la lingua .. anche se non fosse vero, queste sono le cose alle quali i tuoi genitori tengono). Quando sei genitore ti preoccupi della ‘sicurezza’ delle scelte che i figli fanno. prova a parlare loro nel loro ‘linguaggio’ e far capire loro che non stai scappando da loro e che vuoi solamente fare un’esperienza di vita che ti aiuti a capire cosa significa guadagnarsi da vivere per crescere. Una cosa che puoi dir loro è che in molti paesi, per esempio la Svezia, è molto normale, tra le superiori e l’università, che i giovani trascorrano un anno, sempre per esempio, a Londra. Qui si cercano un alloggio, un lavoro e, mentre migliorano la lingua, si schiariscono le idee, come dici tu. Questa fase li aiuta a decidere cosa fare dopo. Ed è qualcosa che avrei voluto e dovuto fare anch’io :-). Altra cosa da dirgli è che chi fa questo tipo di esperienza non sono gli irresponsabili o quelli che non hanno voglia di far nulla, ma proprio il contrario. Tutte le persone che ho conosciuto e che l’hanno fatto sono persone molto determinate che hanno sempre raggiunto i loro obiettivi di studio e di lavoro.
      Prova insomma a tranquillizzarli e poi fammi sapere.
      Buon viaggio!
      Riccardo

      1. Grazie Riccardo, hai proprio azzeccato il tutto! Ma rimane ancora una perplessità…… Il fatto Che io sia un ragazza complica le cose???? Voglio dire sarebbe rischioso…..Sarebbe meglio trovare qualcuno Che mi accompagni in questo viaggio semmai riuscirò a farlo?

  5. Ho letto la tua storia qui sul tuo sito!!E’ fantastica!!anche io ho dei sogni che cominciano sempre più a pungolarmi( come dici tu)!! ma ci vuole coraggio per andare a esaudirli!!io ancora quel coraggio non lo ho!!spero di trovarlo!!pur avendo 40 anni la mia testa frulla come una trottola!!e’ uso comune dire che una persona 40 anni dovrebbe essere gia sposata con figli e fare una “vita rilassata”.
    Ma io non riesco!!Sono un ingegnere ma stare quasi sempre nello studio a lavorare non fa più per me!!!Urge un cambiamentooooo!!!
    Riccardo come si fa a prendere quel fatidico coraggioooo??

    1. Ciao Alessandro,
      grazie, mi fa piacere che la mia storia ti abbia un pò ‘ispirato’. Come si fa a prendere il coraggio? Alla stessa domanda dei miei ex colleghi quando sono partito (entrambe le volte), la mia risposta era spesso “mi sa che ci vuole più coraggio a rimanere!” 🙂
      Provocazione a parte, non è che ci voglia poi così tanto coraggio, io la chiamo ‘sana follia’. E cioè un pò di sogno+affrontare gli ostacoli ed organizzarsi+fare il primo passo. E poi vedrai che non è così difficile come ti sembra ora.
      Buon viaggio!
      Riccardo

  6. ciao riccardo! ho letto con curiosità il tuo racconto. io mi occupo di arte e ho sempre pensato di essere una privilegiata viaggiatrice in mondi paralleli di poetiche, visioni, suoni, immagini, performances ecc…
    ultimamente però qualcosa si sta affievolendo…ed è come se dovessi ritrovare una fiamma che bruci. insomma, l’arte sa diventando lavoro, e se all’inizio era quello che sognavo, ora sta diventando una gabbia.
    ho bisogno di spaziare, di conoscere, di essere libera da impegni (eh, sì, anche nell’arte ci sono…) per annusare il mondo e trovare nuovi immaginari. come libera professionista non ho un datore di lavoro a cui presentare una lettera e che poi mi mantenga il posto…insomma, sono totalmente libera, e questa libertà un po’ mi spiazza. il denaro? beh, ho il risarcimento di un’assicurazione per un incidente in cui sono incappata 15 anni fa e che ora forse è giunto il momento di utilizzare. mi sono data due anni, in cui mi laureerò per la seconda volta e che sarà l’alibi per tutti gli amici, i parenti (e un po’ me stessa, lo ammetto) per partire. sto già pensando di pianificare il viaggio, ma leggendo il tuo racconto mi sto un po’ fermando a riflettere se sia proprio il caso…
    ho ancora tanta nebbia in testa…ma, in fondo, la nebbia mi piace…rende tutto un po’ misterioso…
    non resta che lanciarsi, iniziare e lasciare spazio a ciò che verrà. let’s breath!!

    1. Ciao Elisa,
      Mi sembra proprio che non ci sia nulla che ti possa fermare (soprattutto se sei gia’ consapevole che a volte ci creiamo ‘alibi’ da soli..).
      Sulla pianificazione, saprai trovare il tuo modo personale di farlo.
      Non posso che augurarti Buon viaggio!
      Riccardo

  7. ciao Riccardo, ci siamo, credo sia giunto il mio momento, faccio la fisioterapista e vorrei concedermi il fatidico anno sabbatico, io di anni ne ho 46 e forse a questa età il coraggio che ci vuole è tanto….vorrei ritornare nella città che a malincuore ho lasciato 20 anni fa, Londra, e riprendere quella parte di me che non ha voluto seguirmi per tornare a casa, quel giorno, ed è rimasta lì ferma nel tempo, a vivere una vita sua propria e a rimproverarmi qualcosa di tanto in tanto….! vorrei fare lì il mio lavoro per un tempo necessario a me stessa eppoi chissà?! tornare definitivamente, magari con quella parte di me rimasta lì, e mettermi il cuore in pace….

    1. Ciao Janis, mi sembra un’ottima idea! Capisco bene, anch’io tempo fa avevo lasciato un viaggio a metà che poi ho dovuto concludere .. ed è stata la cosa migliore che abbia fatto.
      Buon viaggio!
      Ricardo

  8. Ciao Riccardo,
    bel sito e soprattutto bella esperienza.
    Anche io ho intrapreso un anno (anzi 1 e mezzo) di pausa lavorativa e sto pensando come impiegarlo, o meglio a quale sia il modo migliore per me di usare quella risorsa così preziosa che è il tempo.

    Una curiosità: tu quanto ci hai messo ad “entrare nell’ottica ?”
    A me pare di avere davanti molto tempo ma non riuscire a focalizzare come e quando organizzare un viaggio senza che diventi anche questa una delle “tante cose da fare” ma che venga da sé.

    Ciao
    Alberto

    1. Ciao Alberto,
      grazie. Da quanto tempo sei in ‘sabbatico’? Di solito i primi giorni sono piuttosto ‘confusi’ e sembra di perdere tempo senza un’agenda da seguire (siamo cosi’ abituati ad averla!). Dopo di che si realizza che non ci deve essere per forza qualcosa da dover fare e si inizia, come dici tu, ad “entrare nell’ottica”. Poi un piano da seguire (con flessibilita’) ci puo’ anche stare purche’ permetta di adattarsi a cio’ che succede.
      Fammi sapere e buon viaggio!
      Riccardo

  9. ciao
    che dire…un grande che ha saputo prendere la vita e modellarla a modo suo
    ho visto il video… non credo sia solo fortuna ..sei una persona preparata..e che sa quando e come osare
    complimenti

  10. Ciao Riccardo.
    Sei stato davvero un grande! è fin da quando sono piccolo che sogno le hawaii e di girovagare qua è la per il mondo. mi sono laureato nel 2009 e da allora ho lavorato poco è la spinta a partire è grandissima e stò ancora cercando di capire che cosa mi blocchi quando tutti quelli che l’hanno fatto ne sono davvero entusiasti.
    Giovedi verrò a trovarti al jobmeeting, spero di poter scambiare due chiacchere con te e magari anche qualche consiglio utile e contatto hawaiiano. intatnto io propongo a tutti il sito di uno surfista scrittore e viaggiatore http://www.winki.it/home/

  11. Ciao Riccardo… è da tanto che leggo su siti internet storie di persone che hanno avuto il coraggio di partire come te ( mollo tutto, anno sabbatico, voglio vivere così), sperando di riuscire a scacciare via quelle paure che mi evitano di provare a dare una svolta alla mia vita.. spero che quel giorno arrivi presto. intanto ti faccio i miei più cari auguri! persone come te sono la mia ispirazione!

    1. Ti ringrazio. Credo che, quando si inizia a realizzare che è la paura a frenarci e la si guarda in faccia senza più scuse, si sia già a buon punto! Fammi sapere e buon viaggio! Riccardo

  12. ciao riccardo!
    oggi al lavoro ho scoperto che in francia (dove vivo) dopo 6 anni di lavoro di cui 3 nell’ultima società… si possono prendere almeno 6 mesi di congedo sabbatico. Stasera tornando a casa ho guardato “anno sabbatico” e mi è uscito il tuo sito.
    la tua storia è bella, sono sicura che anche la mia lo sarebbe… anzi, lo sarà!
    partiro’ tra un anno, da domani lo preparo 🙂
    ti auguro quanto di più bello tu stia aspettando,
    giovanna

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