Fuori dalla ‘gabbia’ a 19 anni

Mi è venuta un’idea per continuare a raccontarvi le mie idee senza fare alcuno sforzo 🙂

Pubblico qualche lettera che ho ricevuto (resa anonima) insieme alle mie risposte. Ho selezionato queste lettere sulla base dell”importanza dei temi che trattano e della ‘frequenza’ con la quale questi temi emergono.

Ecco la prima:

> Ciao Riccardo

Sono rimasto affascinato dal tuo sito e volevo chiederti personalmente cosa faresti se prendendoti un anno sabbatico con l’unico scopo di crescere senza sentirti il cervello rinchiuso tra impegni familiari, visioni della vita secondo gli amici e senza sentire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato da chi ne può sapere quanto te. Ti spiego, io sono una diciannovenne matricola universitaria iscritta a “Economia Aziendale” . [Ho genitori molto autoritari ed apprensivi che non mi permettono di crescere…] Dopo diciannove anni mi sento ancora un immaturo non sapendomi gestire autonomamente e non avendo a carico serie responsabilità. Adesso io mi sento un po’ con i paraocchi montati in viso e vorrei liberarmene prendendomi un anno sabbatico. Ma non una vacanza! Un anno che mi faccia stare da solo e faccia crescere secondo i miei errori e facendo ragionare solo la mia testa facendole prendere un po’ d’aria.

Ti vorrei chiedere tu cosa mi consiglieresti?

Marco

> Ciao Marco,
comincio con il dirti che essere così consapevoli della propria situazione a 19 anni è già una gran cosa.
Poi posso aggiungere che lo stimolo a partire arriva molto spesso proprio da questa voglia di confrontarsi con se stessi e decidere della propria vita e del proprio tempo. Credo che uno dei motivi per cui l’anno sabbatico sia più ‘compreso’ all’estero derivi dall’apprensione dei genitori Italiani. E’ chiaro che lo fanno per il bene dei loro figli, ma senza renderesene conto non li aiutano.
Posso consigliarti di continuare a chiederti cosa vorresti fare, all’inizio può sembrare che la risposta non arrivi, ma poi, piano piano, la sentirai nascere dentro. Ed una volta che avrai le idee più chiare, parlane con i tuoi genitori, descrivendo quello che hai in mente nel loro ‘linguaggio’. Con questo intendo dire di tranquillizarli sul fatto che non stai scappando da loro, che hai le idee chiare ed un ‘progetto’ davanti per ottenere certe cose (ex facile è l’apprendimento di una lingua, ecc).
Forse non potrai ottenere le loro totale comprensione (come per molti, me compreso), ma questo non ti dovrà fermare dal seguire la tua strada.
Riflettici, fai i primi passi e fammi sapere.
Buon viaggio!
Riccardo

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